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Schizzati
Parole di Giuseppe Fiore ~ Illustrazione di Andrea Innocenti
Posted in Narrazioni on 9 Aprile 2021 11 min read
Everlasting light Previous Fat finger Next

1

Io non sono mai stato maniaco. Pazzo. Strafatto.
Cioè sono sempre stato una persona normale. Abbastanza affidabile, egoista e tutto il resto.
Questo, giusto per dirvi, che non è stata colpa mia. Non ho inventato nulla le cose sono andate così. Basta. Non capisco perché la gente non debba fidarsi di quello che ho detto, dico e dirò. Sempre a diffidare. Diciamo di essere buoni, però riusciamo a vedere solo il cattivo. Il nero. Lo sporco. La mafia. La droga.
La gente dovrebbe giudicarti per quello che fai. Cosa vuol dire che non hai visto nulla? Quel deficiente di Lo Stronzo o come si chiama lui. Quello mi dà sui nervi proprio. Perché io so che aveva visto. Io avevo visto lui che guardava. Eppure, quando conta, ha affermato di non aver visto nulla. Brutto stronzo. Prima dice di stare tranquillo. Che la cosa non è grave. Che un testimone di merda risolve tutto. Poi, qualche oscuro motivo,  lui non ha visto nulla.
Tutta questa storia mi ha stressato. Mi ha reso magro, minuscolo. Impotente verso tutto e tutti. Quella casa di merda, che puzza di fogna mista a shampoo. Un divano, dove nemmeno entro di lungo. Due stanze. Una mia e un’altra, di Rosalia. Tutta colpa sua. Io manco ci scambiavo due parole con quella. Lei stava sempre per fatti suoi. Però qualcuno l’ha uccisa o catturata. Storie di eroina immagino. Perché quella stava sempre fatta. Sempre. In quel letto lurido e sporco. Però la sua parte d’affitto la pagava e questo per me bastava. Non sono dell’idea che i soldi facciano la felicità. Però, in quel caso così circoscritto, sarei d’accordo. Io e Rosalia non parlavamo, non scopavamo, nulla. Abitavamo nella stessa casa, questo sì, ma non vuol dire costruire un rapporto. Quanta gente con cui sei andato a scuola non ricordi? O peggio, non hai mai conosciuto davvero? Se paragoni il tempo che hai passato con quelli, nella tua classe, rispetto a quanto abbia vissuto io con Rosalia, lo stronzo sei tu. Quello che non si interessa agli altri. Tua figlia è una tossica? Non è un mio cazzo di problema. Mi dispiace, ma se non sei riuscito, come padre, non me ne frega nulla. Se ti rubano la figlia per debiti, non posso farci nulla. Ma non dare la colpa a me. Cosa cazzo credi che sono Tony Soprano? Che mi basta fare una chiamata per far sparire qualcuno? Già è tanto se riesco a comprarmi un cazzo di cellulare. Non penso di avere i mezzi per farlo. Eppure l’avvocato lo devo pagare io e tutto il resto. Il peso morale che si dà alla cosa. Tutti mi criticano. Ma io non ho fatto un cazzo.
Quel Lo Stronzo. Lui ha visto. Porca puttana. Lui ha visto tutto. Ha visto che persone estranee portavano via Rosalia. Io non ero nemmeno rientrato in casa. Ma come si fa, dico io? Uno esce di casa verso le quattro del pomeriggio, per farsi un giro con qualche schizzo. Torna a casa. Vede la porta aperta. Un gruppo di tizi mascherati che esce. Pistole e fucili. Rosalia mezza morta, con delle bende sulla bocca. Un furgone bianco. Ed è tutta colpa mia. Complotti. Quelli sono miei amici. Tutto a causa di quelle vecchie storie in cui ero finito. Certo, non posso negare, che quel gruppo di ragazzi potrebbe essere una vecchia squadra con cui facevo affari. Ma un tempo. Ora sono pulito da anni. Può controllare chiunque. Cosa? Questi credono che io e Rosalia stessimo insieme. Ma che cazzo? Ma secondo quali maledette fottute basi? Hanno visto che scopavamo? Qualcuno ci ha mai visto insieme? Tolto quel Lo Stronzo. Lui ci ha visto insieme. Però io camminavo e Rosalia era imbavagliata. Perché cazzo non incolpano lui? Era anche più vicino al luogo del fattaccio. Cazzo. Mi hanno pure rotto due finestre. A dicembre non è proprio il massimo. Stare a casa con il vento forte. La pioggia. Tanto me ne vado dritto al gabbio. Schizzati di merda.

2

Quel coglione del Riccio. L’hanno scoperto. Grazie ad una signora che, a quanto pare, era riuscita a fotografare la targa. Da casa sua. Ma questa finora dov’è stata? Ci si può fidare di una che non ha parlato per un cazzo di mese. Allora io? Che dico di essere innocente da sempre? Questo mese era un gioco? Fatemi capire perché io divento pazzo. Come cazzo si può ascoltare una vecchia malata che è stata zitta? Questi mi vogliono fregare. Senza dubbio. Guarda caso la vecchia tira fuori una foto di quella targa. Così per magia. Proprio la targa che appartiene al Riccio. Che coincidenze? Questo mondo di merda. Gli uomini si credono divinità e complottano. Contro di me. Ma perché mi chiedo io? Cioè io cosa c’entro con tutta questa storia di merda? Rosalia e quella banda di criminali. Si faceva di ero. Ecco tutto. Solo perché è stata rapita non può essere in errore? Colpa sua. Io non voglio nulla. Dovevo sapere che con quella sarebbe finita male. Lo diceva pure la mia ex, che non le piaceva. Però pensavo fosse solo gelosa. Dovrebbe darti fastidio se il tuo fidanzato vive con una. Invece aveva capito anche lei, che tra me e Rosalia non poteva nascere nulla. Quella stava sempre fatta. Al massimo potevamo vomitare insieme. Null’altro. Sembrano averlo capito tutti, questo dettaglio. Tranne i maledetti poliziotti. Pulotti di merda. O chi per loro. Chi segue questo maledetto caso. Delitto passionale? Nemmeno. Sequestro passionale. Ma vaffanculo. Loro pensano che siamo d’accordo. Che, quel pulciaro del padre della ragazza, sborserà i soldi e noi saremo ricchi. A parte il fatto che io per mia figlia quei soldi li lancerei. Pur di riaverla. Però non mi metto a dire come si dovrebbe fare il padre. Non esiste un libro. O cose del genere. Pensare che siamo in combutta, come si fa. Poi, prima del processo, neanche mi aveva mai visto quello stronzo. Rosalia gli aveva parlato di me? Era un suo complotto? No. Quella per come stava ridotta non riusciva nemmeno a pensare qualcosa di così complicato. Ogni volta che vedevamo un film, su quel divano schifoso, seguiva i primi cinque minuti. Poi crollava in uno stato intermedio. Non morta, non viva. Diciamo con i fantasmi. Poi, capitavano poche volte, le sere dei film. Erano gli unici momenti in cui ci scambiavamo pareri. Il cinema forse era comune. Lei qualcosa la diceva su Lynch. Credo le piacesse. Era una specie di personaggio da film di Lynch. Però non so nulla di più. Vaffanculo. Stavamo nelle nostre merdose stanze. Lei fumava, di brutto. L’odore attraversava quei muri di merda. Sottili. Io odio quell’odore. Però non le ho mai detto nulla perché alla fine vivere è convivere. Non potevo decidere tutto. Poi se avesse iniziato a tardare con l’affitto allora sarebbe partito qualcosa. La vita non ti sorprende mica, di solito. Questa volta sì. Cioè con questa storia del sequestro passionale o robe del genere. Io tutto potevo aspettarmi. Credevo che sarei finito dentro a causa dell’erba o del gioco. Cazzo ne so. Qualche passo falso lo fanno tutti, anche i più attenti. Però questo no. Proprio no.

3

Ovviamente quel Riccio del cazzo non si è fatto vivo. Non si trova. Si sarà nascosto in qualche fogna del cazzo. Forse potrei pure trovarlo. Quella bisca sotto la cattedrale. Lì di giri loschi ne fanno. Anche bunker e robe del genere. Immaginavo che non si sarebbe fatto vivo. Questo peggiora di brutto la mia situazione. Quello sporco bastardo. Cazzo va rapendo ragazze da case popolari. Si è fumato il cervello. Quello schizzato. Mi prenderanno. Questione di giorni e avranno la possibilità di chiudermi dentro. Io e Riccio siamo finiti nei guai insieme. Anni fa. Tutti della stessa banda dicevano. Era così più o meno. Anche se le botte con Riccio non le lasciavamo per strada. Era duro quello stronzo. Se gli davi un pugno ti pungevi come con le spine. Stava sempre zitto. Quando apriva quella fogna putrida, distrutta da quelle droghe che si sparava, era per rompere le palle. Poi, dopo quelle brutte storie, sparisce per anni. Ovviamente, il suo nome, torna a infestarmi con brutte notizie. Anzi pessime. La galera. Il suo nome è il burro che mi farà scivolare dritto in gabbia. Vaffanculo. Quello stronzo. Ma che diavolo di rapporti aveva lui con Rosalia? Non vedevo o sentivo il Riccio da  anni. Ed eccolo lì. Nascosto nelle pieghe, nelle persone sul perimetro. Lo diceva mia madre di non fare mai cazzate. Che poi le porti con te per sempre. Aveva ragione. Cazzo mi sembra di stare in una di quelle storie di fantasmi. In cui non si vede una via d’uscita. Sembra tutto ormai perso. Moriranno tutti. Maledetti libri, film e quello che volete aggiungere aggiungete. Ci fregano. Perché diavolo credo che ci sarà un lieto fine in questa merdosa storia? Io me ne vado in gabbia e nessuno mi farà uscire. La realtà cristo. La fottuta schifosa realtà.

4

Sto qua. Perché a quanto pare Rosalia è stata trovata. Il Riccio no. Quello stronzo è scappato. Però lei sì. Morta. Giuro, non l’ho fatto per fare scena o robe così. Però quando l’ho saputo sono scoppiato a piangere. Forse dalla quinta elementare non piangevo così. Sono esploso. Come quando quel ciccione di Rino mi aveva scaraventato la testa sul banco. Porca puttana che dolore. L’hanno anche stuprata. Animali del cazzo. Riccio di merda. Mi vergogno di essere stato amico di certa gente. Di aver prestato soldi. Tempo. Sensazioni. Dio mi dispiace anche per lei. Alla fine, aveva solo ventiquattro anni. La testa poteva cambiarla. Casa mia sembra più buco del solito. Più merdosa del solito. Tutto più sporco. Io voglio scappare. Vaffanculo. Andarmene in qualche isola tribale. Dove non esistono i soldi. Dio, che pensieri banali che faccio. Riesco a pensare solo cose già pensate. Forse merito questo incubo in cui sono paralizzato. A quanto pare hanno dei messaggi. Tra me e il Riccio. Io non so di cosa parlino. Però è tutto un complotto. Io non sono colpevole. Dicono che se è la verità, uscirà. Ma qua le cose vanno sempre peggio. Io sono sempre con, ormai, un piede e mezzo nella gabbia. Lo Stronzo avrà preso la sua parte sarà scappato. Figlio di puttana. Bastardo. Lui, il Riccio e tutto il resto. Ma di che cazzo di messaggi parlano? Io non ho nemmeno il suo numero. Dei messaggi tra lui e Rosalia, in cui parlano di me. Ma cosa ne posso sapere io di cosa uno fa con il suo telefono. Se hai una conoscenza in comune è argomento di discussione. Poi, Cristo, queste chat solo ora spuntano fuori. Hanno trovato il telefono con il corpo. Che testa di cazzo il Riccio. Così ha giocato l’ultima carta. Hanno avuto i soldi e io sono il colpevole. Bella merda. Hanno giocato bene.
Sono loro ad essere finiti su qualche isola del cazzo. Io, invece, no. Schizzati di merda. Che ingiustizia. Da rompersi le mani. Vaffanculo. Merde.

di Giuseppe Fiore

Giuseppe Fiore è nato a Matera nel 98. È laureato in Comunicazione presso l’Università degli studi di Parma. Ha pubblicato suoi racconti su varie riviste letterarie (Biró, Micorrize, Malgrado le mosche, Risme, Blam, La nuova carne, Voce del verbo, Smezziamo, Bomarscè, Suite italiana e altre).

Illustrazione in copertina di Andrea Innocenti


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