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Manifesto
Posted in on 1 Settembre 2019 1 min read
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Waste è il pensiero laterale.

Le fogne che scorrono nel sottosuolo della città.

È la pioggia torrenziale che spazza via tutto il lerciume dalle strade.

È la sporcizia che su quelle strade marcisce.

Il gin tonic per colazione.

Ooooooaaaaaaaahhhhhhh.

La tisana in discoteca.

È l’orologio rotto che segna l’ora giusta quando nessuno sta guardando.

La sigaretta che arriva quando accendi l’autobus.

Il vampiro che mangia spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Il traffico nel deserto.

È il riflesso in uno specchio rotto.

È la punta dello scoglio dove riposano i paguri.

Un porto franco, dove la ciurma ammutinata può scendere libera e gozzovigliare;

ma anche la deriva, il galleggiamento in bonaccia e lo scafo che resiste in tempesta.

In altre parole: la liberta del penziero, purchè sezna refusi.


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